Come eludere le inefficienze delle Poste Italiane mediante la tecnologia


Sgomento e caos in questi giorni sulla questione del blocco della corrispondenza, anche raccomandata.

Sui giornali si parla di blocchi, disagi e disastri vari. Ma di soluzioni alternative non c’è traccia.
Dovrebbero dire che da qualche anno c’è in circolazione il servizio di Posta Elettronica Certificata (PEC).
Dovrebbero dire che con il costo di una raccomandata fisica riesco a coprire il costo dell’abbonamento al servizio per un anno intero.
Dovrebbero dire che la PEC funziona come una normalissima Posta Elettronica, configurabile nei client di posta più diffusi.
Dovrebbero dire che un messaggio di PEC viene inviato e ricevuto in pochi secondi e senza ulteriori costi.
Dovrebbero dire che la Posta Elettronica Certificata ha valore legale di raccomandata.
Dovrebbero dire che la PEC ha senso solo se la email certificata è inviata e ricevuta tra due account di Posta Certificata.
Dovrebbero dire che le imprese e i professionisti hanno l’obbligo di possedere una PEC dal 2008 almeno.
Dovrebbero dire che sarebbe il caso di metterci al passo tutti, e abbandonare un servizio di comunicazione obsoleto come la raccomandata tradizionale che, tra l’altro, dimostra che una persona ha inviato qualcosa all’altra persona, ma non il contenuto della comunicazione.

Ma ancora non l’hanno detto.