Storia di un maestro


Il mio amico A. è un maestro di 28 anni.
Maestro precario, si intende. No SSIS, no abilitazione, no concorso.
Non ce ne sono tanti, maestri maschi.

Il mio amico A. è siciliano. Ma accetta di lasciare il suo paesino pur di lavorare.
Ogni anno a settembre emigra al Nord, si fa ospitare dal cognato e attende una chiamata da qualche scuola elementare. Che prima o poi arriva. Poi a fine giugno, di norma, torna a casa, per l’estate.

Nel settembre 2010 lo chiamano in un paesino in provincia di Mantova. Cerca casa, trova una mansarda graziosa vicina alla scuola elementare in cui lavorerà.
Insegna di tutto: storia, geografia, scienze e motoria.
La sua competenza in motoria permette alla scuola di risparmiare un bel po’ di soldi sull’esperto esterno. Porta i ragazzi di seconda al secondo posto del torneo di pallavolo provinciale.

È abile con il computer, tanto che installa alcune applicazioni su dei PC donati alla scuola.

Si fa volere bene da tutti.

Ha un contratto fino a dicembre. Sostituisce una collega in permesso speciale. Per le vacanze di Natale, il contratto non viene rinnovato fino al 7 gennaio. Poi viene richiamato, fino al 31 gennaio, e poi ancora fino al 31 maggio. Questo spezzettamento contrattuale dipende dalla collega in permesso. Se lei prolunga, lui lavora.

26 maggio. Il mio amico A. passa dalla segreteria e chiede informazioni sul suo contratto. Gli sembra naturale avere il rinnovo fino agli scrutini: tanto la collega non tornerà. Potrà partecipare alla valutazione dei suoi bimbi. E invece no.

La scuola non rinnoverà il contratto al mio amico A. Una norma prevede che in caso di ristrettezze finanziarie il dirigente può decidere di non rinnovare i contratti. E la scuola in cui lavora il mio amico A. è in una situazione finanziaria precaria.

E il 31 maggio dovrà fare le valigie. Se ne andrà lui, un altro collega e un paio di assenze per maternità non verranno coperte.

Bambini senza insegnanti, classi accorpate. Maestre che avranno il doppio dei bambini in classe, per mancanza di personale. Il Dirigente ha le mani legate. I fondi sono pochi, altri non se ne trovano.

Se li cercate, dovrebbero essere nelle casse già pingui delle scuole private.

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