Storia di un lettore di giornali


Il mio amico F., fra le altre cose, è un lettore di giornali.
Conosce il mondo soprattutto attraverso i giornali. Ne legge tre o quattro ogni sera, dopo il tigì.
Legge il Corriere, Repubblica, il Giornale e, il lunedì, la Gazzetta dello Sport.

È informato su tutto, conosce le opinioni delle grandi firme. Da sempre è il punto di riferimento per tutti.
Se vuoi capire meglio l’attualità, se vuoi una sintesi dei fatti puntuale, precisa e che ti permetta di ricapitolare il tutto ed essere aggiornato, è dal mio amico F. che devi andare.

Ma ultimamente, il mio amico F. mi ha confidato che non si fida più delle notizie. Delle sue amate notizie.
C’è qualcosa di strano, che spesso lo fa dubitare di quello che legge. Qualcosa che non quadra.
Ha notato, ad esempio, che appena una persona dimentica il figlio in auto, nei giorni successivi altri genitori fanno lo stesso. Appena un cane morde una persona, altri cani sfogano la loro frustrazione repressa in anni di fedeltà, ed altre persone vengono morse nei giorni seguenti. Poi, dopo una settimana circa, questi fatti non si ripetono più, magari per mesi.

È credibile tutto questo? È possibile che eventi luttuosi simili accadano concentrati in determinati periodi dell’anno?
È possibile che i genitori improvvisamente abdichino alle loro responsabilità, e per giunta in massa, per poi ritornare irreprensibili una settimana dopo? È possibile che i cani decidano di attaccare non appena viene data la notizia, intensivamente, per poi tranquillizzarsi per anni?

Il mio amico F. dice che genitori distratti e cani che mordono sono sempre esistiti. Ci dà anche una spiegazione al fenomeno, ed ha a che fare con le copie vendute, la creazione di paure e insicurezze ingiustificate.
E chi ha paura consuma. E spende, per consolarsi.

Così dice il mio amico F. Ma lui è un comunista, si sa.