La buona bile. Articolo per non insegnanti.


Ho bile da vendere. Ne accumulo in quantità ogni volta che entro ed esco dall’Aula Insegnanti della scuola in cui insegno. Insegno, sì, sono un insegnante, tra le altre cose. La buona scuola, la riforma della scuola è il tema che mi rende nervoso. Scuola: sciopero, 'dragone' e bambini in corteo a Genova Se vi va di approfondire, i punti base della proposta governativa ve li linko qui.

La proposta del Governo

I punti proposti dal Governo sono un adattamento alla realtà scolastica di alcuni principi basilari di teoria dell’organizzazione:

  • Misurazione della performance dell’organizzazione
  • Miglioramento continuo attraverso formazione del personale, che viene incentivato a migliorare progressivamente la qualità del proprio lavoro
  • Automatizzazione (Informatizzazione) di alcune attività ripetitive per aumentare la produttività dell’organizzazione

Applicando questi principi, ad esempio, la Toyota è riuscita a guadagnare importanti fette di mercato automobilistico negli anni 50-60-70, quindi non si vede il motivo per cui non valga la pena di tentarne l’applicazione in ambito scolastico.

Si tratta di una proposta a mio avviso ragionevole: prende in considerazione, tra le altre cose, alcuni aspetti tipo l’attualizzazione della scuola alla realtà che ci circonda o una metodologia per valutarne la prestazione di cui certamente la scuola ha bisogno. In qualunque organizzazione chi fa bene viene premiato, chi fa male viene ridimensionato, chi fa danno viene allontanato.

Facciamo un esempio

Tutti noi abbiamo avuto, da studenti, almeno uno o due insegnanti palesemente cani che avrebbero certamente ottenuto migliori risultati in altri campi, tipo quelli di patate. Tali soggetti, per un perverso meccanismo di diritti acquisiti, sono rimasti saldamente al loro posto per anni, nonostante la loro manifesta incapacità, alimentando il mito di sè di generazione in generazione. Contemporaneamente, gente più capace e meritevole stava al palo in graduatoria, aspettando che uno di questi baroni se ne andasse in pensione per occuparne il posto.
Attualmente un insegnante può essere licenziato solo se giudicato colpevole in tre gradi di giudizio. Il fatto che sia palesemente inadatto a fare il suo lavoro, non è motivo di licenziamento.

Smentitemi nei commenti se avete esempi che dimostrano il contrario.

La proposta governativa permetterebbe ad un dirigente scolastico di risolvere personalmente situazioni come queste. 

Cosa penso della riforma

L’impianto della riforma nella sua integrità è piuttosto complesso: è davvero impossibile individuare a priori e con precisione punti di forza e di debolezza della proposta. Solo la sperimentazione sul campo può dare una risposta, ed eventualmente suggerire dei correttivi.

La reazione dei colleghi

funeralescuola
Brillante ironia sulla riforma della scuola pubblica.

Ma gli insegnanti no. Non va bene. Fa schifo. Renzi fascista. Niet.

La reazione media del corpo insegnante è un sostanziale muro contro muro, che rifiuta a qualunque costo di voler mettersi in discussione e migliorarsi: lo ha fatto in altre occasioni (no registro elettronico, no riforma Berlinguer del 1999), oggi dice no alla valutazione del proprio operato, no miglioramento del proprio lavoro.

Oppure reazioni tipo quella in foto (Aggiunta successivamente), di una simpatia senza pari.

Le fazioni nel corpo insegnante

Per capire meglio la situazione, dovete sapere che la classe degli insegnanti è divisa grosso modo nelle seguenti fazioni:

  1. I sindacalizzati che non vogliono perdere le rendite di posizione su cui sono seduti
  2. Quelli che non hanno voglia di leggersi la normativa o i DDL, e che quindi se li fanno spiegare del gruppo 1
  3. Quelli che ragionano e si rendono conto che se c’è un problema questo va risolto con la metodologia giusta, anche a costo di rimetterci qualcosa. Non sono pochi, questi del gruppo 3, ma sono meno rumorosi della somma del gruppo 1 e 2.

Il gruppo 1 e 2 più o meno sono questi qua:

Del gruppo 3 non abbiamo immagini, perché quel giorno (il 5 maggio 2015) era a lavorare.

sciopero-buona-scuola-5-maggio
Interlocutore ideale

Per molti insegnanti, insomma, la scuola è un servizio il cui scopo primo è dare lavoro agli insegnanti, non istruire i ragazzi.

La scuola che serve a se stessa.

Altri, invece, decisamente meno rumorosi hanno realmente a cuore le sorti della scuola vista come Servizio agli Studenti. Peccato che, pur essendo un gruppo numeroso, tendono ad essere meno visibili. Gli insegnanti del gruppo 3 sono poco avvezzi all’uso di fischietti, raganelle, megafoni, al contrario di questa qua a destra.

La Domanda

Ora, vi chiedo: vi pare che soggetti come quelli in foto possano essere degli interlocutori adatti a trovare una soluzione volta al miglioramento (ripeto: miglioramento) del servizio della Scuola Pubblica?

O forse sarebbe meglio sperimentare la proposta del Governo sul campo, dandosi un appuntamento entro un lasso di tempo per valorizzare i suoi punti di forza e correggerne le debolezze?

Se la risposta sta dentro di voi, scrivetela qui sotto.

Se volete insultare, lasciate perdere, oppure vi banno senza se e senza ma.

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