Social network for dummies: Twitter


Prima puntata di una serie di articoli che raccontano e spiegano i social network ai neofiti. Per chiarire, spiegare, non spaventare.

Iniziamo da Twitter, il mio preferito.

Twitter è una piattaforma di microblogging in cui ogni utente scrive messaggi, allega foto o link rispettando la dimensione massima di 140 caratteri per messaggio (le immagini devono avere dunque una dimensione tale da occupare uno spazio equivalente).
Sulla schermata ogni utente vede la cosiddetta time line, una lista in tempo reale dei propri messaggi e di quelli scritti dalle persone che ha deciso di seguire diventandone follower.
Chi leggerà i messaggi dell’utente in questione? Ovviamente gli utenti che avranno deciso di seguirlo, cliccando l’apposito tasto follow sul suo profilo.
Ogni profilo è associato ad un numero di followers (gente che segue il profilo) e di following (gente seguita dal profilo).

Se aprite un profilo Twitter restate piuttosto delusi, un po’ come quando avete aperto il vostro Facebook. La pagina è vuota, bianca e triste. Ovvio: dovete cominciare a instaurare delle relazioni. Andate su Tweet Topic, selezionate Italia e vedrete una lista di parole precedute dal segno #. Questo è il famoso Hashtag. Cliccando su una di queste, vedrete aprirsi una timeline di messaggi sul tema scelto. Leggendo sicuramente troverete qualche utente che srive messaggi interessanti e ben scritto.
Ti propongono il tweet particolarmente brillante di una persona che non segui? Puoi decidere di seguirla oppure no. Decidi con il tasto Follow. Un following è diventato particolarmente pesante e fa rumore nella tua TL (Time line)? Poche storie. Si unfollowa (o defollowa) e via. TL pulita.

Se lo riterrete opportuno potrete seguire quell’utente, così da avere il primo follow. Il quale potrà decidere di ricambiare o no il vostro follow. Cercate di non offendervi se uno non ricambia immediatamente il vostro follow. Magari vuole capire chi siete prima di ricambiare. Dategli il tempo. Alcuni non lo faranno mai, tipo le twittanti stelle dello showbiz o i cosiddetti wannabies, gli utenti che si atteggiano a star. Perdonate i primi, siate impietosi con i secondi.
Osservate i profili di Lady Gaga o di Demi Moore per farvi un’idea: hanno poche decine di following contro migliaia di followers. È ovvio che non potrebbero seguire una TL con i messaggi di tutti i fan. Sarebbe umanamente impossibile, anche per il più efficiente degli uffici stampa.

In Twitter trovate anche qualche sfigato che, pur non essendo nessuno, si atteggia a stella di Hollywood e deliberatamente non risponde alla gente che lo menziona, lo saluta e gli fa i complimenti. Bene, quello è un comunissimo maleducato e contento di esserlo. Defollowatelo senza complessi, non vi mancherà.

Uno dei piaceri in Twitter è quello di veder crescere i followers. Significa che sempre più persone gradiscono il tuo argomentare, indipendentemente dalla conoscenza personale diretta. I followers te li devi meritare. Le relazioni in Twitter si intrattengono nella maggior parte dei casi tra persone che non si conoscono, attraverso la qualità dei contenuti postati, l’efficacia del pensiero in 140 battute, il dono della sintesi. E il numero di Followers ne è un indicatore. Attenzione che quel numeretto dà dipendenza, inutile mentire a se stessi. Molti si dicono indifferenti a questo aspetto, ma non è vero. Chi ha più di 200 followers ci tiene eccome al proprio riconoscimento sul Social Network. Sono falsi modesti.

Il primo ottobre, a Riva del Garda (TN), si terrà il Tweet Awards 2011, il raduno degli utenti Twitter italiani. Non mancate, se volete conoscere da vicino questa realtà.

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